
PIANTARE POESIA A SCUOLA


il doppio viaggio di una ragazzina
dentro la sua interiorità e dentro l’interiorità dell’umanità.
L’improvvisa malattia, che la obbliga all’isolamento,
diventa occasione di scrittura e consapevolezza:
la conduce dal dolore e dalla solitudine alla gioia,
attraversando il mistero dell’origine.
La mia preistoria racconta il doppio viaggio di una ragazza: da un lato il viaggio reale nei luoghi dell’arte rupestre e delle origini dell’umanità, dall’altro il viaggio interiore dentro la malattia, l’isolamento e la scoperta di sé.
Costretta in una camera d’ospedale del reparto di ematologia, la protagonista trasforma la fragilità del corpo in occasione di scrittura, memoria, consapevolezza e rinascita, affrontando la malattia con le parole, con l’ascolto, con la memoria, con la capacità di abitare il dolore senza esserne annientata. La scrittura diventa il suo atto politico e poetico: un modo per restare viva, per governare la paura, per costruire senso dentro l’isolamento.
Attraverso il viaggio in Argentina, Francia, Cina e altri luoghi legati alla preistoria, il romanzo invita a guardare l’umanità nella sua origine comune. Le mani impresse sulle pareti delle grotte, le maschere, i segni, le stelle e il fuoco diventano immagini di una memoria condivisa che precede confini, guerre, discriminazioni e poteri in una visione inclusiva e universale: siamo parte della stessa storia, dello stesso corpo antico dell’umanità.
La preistoria non è solo il tempo remoto dell’umanità, ma anche il luogo profondo da cui ciascuno può ripartire per comprendere se stesso e orientarsi verso il futuro.
Attraverso le relazioni: l’amore delle due madri, il legame con Helena, la cura della dottoressa, l’attenzione verso chi è fragile, affronta la malattia non chiudendosi in se stessa, ma riconoscendo il valore della libertà interiore, della solidarietà e della responsabilità verso il mondo.
Parole e immagini sono uno strumento di trasformazione. La protagonista racconta la fragilità senza vittimismo, la paura senza resa, la memoria senza nostalgia. Con una lingua poetica e visionaria, l’autrice Anna Maria Farabbi costruisce una narrazione capace di parlare ai giovani lettori e alle giovani lettrici di giustizia, cura, inclusione e consapevolezza. La rivoluzione proposta dal libro è silenziosa ma radicale: imparare a vedere nell’altro, nel passato, nel corpo ferito e nella natura una possibilità di pace.
EXTRA: La mia preistoria si può ascoltare, letta dalla stessa autrice, attraverso un audio scaricabile dal QR code presente nel testo, insieme alle schede di approfondimento di tutti i luoghi visitati dalla protagonista della storia.
Titolo: La mia preistoria
Editore: Kaba Edizioni in coedizione con pièdimosca edizioni
Autore: Anna Maria Farabbi
Collana: Cometa
Data di pubblicazione: Giugno 2026
ISBN: 978-88-96411-85-8
Rilegatura: brossura
Pagine: 144
Formato: 16×22
Prezzo: € 12,00
LINK PER L’ACQUISTO
La mia preistoria – Kaba Edizioni
Biografia autrice
Anna Maria Farabbi è poeta, narratrice, saggista e traduttrice. Anche in quest’opera, La mia preistoria, così come ne La notte fosforescente e Ninnananna talamimamma, si intrecciano, nello stesso intenso filo di scrittura, narrazione e poesia, in una qualità che coinvolge trasversalmente adolescenti e adulti.
In un suggestivo viaggio intercontinentale e, allo stesso tempo interiore, si attraversano geografie e tempi raggiungendo l’origine dell’umanità e della propria umanità.
Femminista e capitiniana, Anna Maria Farabbi si distingue per il suo impegno civile, illuminando la scrittura di prospettive riflessive. Il suo lavoro approfondisce lingua, dialetto, espressività della voce, gli infiniti significati biologici del silenzio, la parola come creta relazionale e fonte del canto.
Ninnananna talamimamma: le cantilene poetiche di Anna Maria Farabbi
Il titolo, appena schioccato sulle labbra, evoca prontamente la lunga tradizione della “cantilena”, della rima baciata, della filastrocca chiamata a snodarsi in continui rimbalzi sonori, quasi fosse un ruscello nato solo per saltare sopra i sassi, canticchiare tra i ciottoli o mormorare beatamente in mezzo ai giunchi. Tuttavia Anna Maria Farabbi, autrice di Ninnananna talamimamma (Kaba in coedizione con Pièdimosca), confonde rapidamente le carte, muta le regole del gioco e come un abile funambolo o un destro giocoliere – a cui le sfere non sfuggono mai di mano, mai cadono rovinosamente a terra – apre per gli ascoltatori e le ascoltatrici nuovi panorami. Offre a chi legge altre inesplorate rotte.
Ninnananna talamimamma
Così ecco che proprio sotto i nostri occhi la lunga tradizione della cara, longeva filastrocca lascia cadere quel suo vecchio abito (adorabilmente polveroso) per abbracciare una piccola, grande metamorfosi ovvero una multimedialità che consenta l’uso di ogni forma d’arte, di ogni slancio creativo, di ogni moto propulsivo che vada incontro al mondo, alla vita, alla realtà nella sua intransigente e drammatica realtà.
Lo sguardo di Farabbi non indietreggia. Non distoglie mai la propria attenzione, ma scruta puntualmente e a fondo, desiderosa ogni volta di raccontare l’esistenza attraverso il canto fluido e assoluto della poesia.
Istruzioni per l’uso di Ninnananna talamimamma
Il libro, scritto per grandi e piccini (e che può essere ora ascoltato anche in QR code) trova nel saggio di Milena Nicolini Istruzioni per l’uso di Ninnananna talamimamma (Al3vie, marchio Kaba edizioni, sempre in coedizione con Pièdimosca) un impagabile compagno di viaggio. Un commentario largo e meticoloso. Una guida briosa e attenta tra le tante figure retoriche che arricchiscono, senza mai appesantirli, la voce e il racconto di Anna Maria Farabbi.
Una poesia di Anna Maria Farabbi
Per stuzzicare a questo punto il vostro appetito che ci auguriamo sia nel frattempo cresciuto a dismisura, vi lasciamo con alcuni versi presi (e come poteva essere diversamente?) da Ninnananna talamimamma.
Ore due
nella notte ninne nanne nascono da un giardino di pietre sonore
suonate dal vento san sperate dorme
io no il mare no
l’aria no maria lai no
il nastro che unisce le montagne per testimoniarle alla pace no
il filo che rammenda che cuce che ammaglia che scrive
sulla tela sul pc sulla lana sulle carte no
sciola che ha scolpito questa orchestra minerale
porta nel vento il suo giardino che va dove vuole e ride
ride mentre tu credi che ciò che non si vede non esiste
e che ogni creatura immobile sia silenzio e morte
I libri
Anna Maria Farabbi
Ninnananna talamimamma
Kaba / Pièdimosca, 2023
Milena Nicolini
Istruzioni per l’uso di Ninnananna Talamimamma
Alt3viE / Pièdimosca, 2023
Da ninnanna talamimamma di Anna Maria Farabbi
Dedico questo libro alla befana
perché è una femmina che offre la sua età, senza nasconderla, single, femminista, libera, nomade, attraversa i confini e i pregiudizi, non si fa condizionare dalle mode. Cavalca volando una scopa e la rivoluziona, cioè si serve di uno strumento domestico, prevalentemente usato dalle donne in casa, e lo fa diventare un mezzo volante. Non più chiusa tra quattro pareti a spazzare, la befana vola tra cieli, mari e terre, senza ubbidire a chi la vorrebbe casalinga, sedentaria, ubbidiente, domestica e servile…
Questo è uno dei suoi insegnamenti:
se ti senti separata sei sola
e tristemente singolare
ma se ti senti insieme alle altre creature del creato
diventi gioiosamente plurale
UN’OPERA CHE ACCOMPAGNA IL BELLISSIMO LAVORO IN POESIA DI ANNA MARIA FARABBI ninnananna talamimamma
Le bambine e i bambini, i ragazzi e le ragazze hanno verso il mondo e la vita una curiosità che si modella sull’incantesimo della prima volta, del primo sguardo, del primo nome. Un’originalità che si accompagna alla “maraviglia”, quella che grandi poeti conoscono nel sentire dell’infanzia e della poesia. Poi gli stereotipi del comune vedere capire giudicare incasellano gli stupori in forme dai margini precisi che servono per vivere con gli altri, condividere progetti e relazioni. Il mondo dei grandi. Ma ogni tanto, nella storia, gli schemi vengono rotti e nuove visioni del mondo cambiano gli occhiali e le cose. La poesia lo fa sempre. Ecco perché è importante porgere alle ragazze e ai ragazzi la poesia nella sua forma più ricca e complessa. Per mettersi, quindi, nella taglia adatta a bambini e bambine, a ragazzi e ragazze, non si deve proporre poesia minore, forme di lallazione in versi, abbassate cioè a maniere scadenti, retoriche, banali con intenti di falsa facilità. Così Anna Maria Farabbi ha pensato la poesia di ninnananna talamimamma: la postura più ‘bassa’ è solo per sentire “i fili dell’erba cantare”. Non si vuole, peraltro, sminuire il valore delle narrazioni in versi, delle filastrocche e opere simili, che raggiungono anche livelli letterari altissimi: per tutti, si pensi ai vertici di Gianni Rodari. È un genere diverso dalla poesia, adiacente, ma diverso. Più immediato forse, con propri specifici obiettivi pedagogici e conoscitivi. Dire che la poesia è altra cosa, non significa fare gradazioni di valore. Né separare in comparti stagnanti. La poesia ha bisogno di essere usata con le sue maniere, i suoi strumenti. Le bambine e i bambini, i ragazzi e le ragazze sono spontaneamente svelti a praticarne l’uso, diventano incredibilmente agili a muoversi nella naturale complessità della poesia. Hanno solo bisogno di cominciare col far di conto, come è stato per arrivare a risolvere i problemi e le equazioni. Con la poesia impareranno ad entrare nel miracolo della parola, che tocca le cose senza toccarle, che mette in relazione l’emozione e il pensiero interiori col mondo che sta fuori, che fa esistere qui, presente, ciò che è assente, da un’altra parte, o che non c’è affatto. Una parola sempre nuova.
Un importante ritorno nella nostra Collana Romanzi, quello dell’autrice Gabriella Bordoli che ha pubblicato con noi delle bellissime storie come Stelle e fari nella notte, Taci e la tutor, Poke storie qui si tratta di ragazzi veri.
Spesso i libri vogliono insegnare qualcosa: questo no.
Spesso un libro vuol spiegare qualcosa secondo un certo punto di vista: questo no.
Spesso i libri parlano di un passato lontano, molto lontano, o di oggi: questo no.
Spesso i libri rincorrono temi “caldi” propri del periodo in cui son scritti: questo no.
Quando è nato questo libro non c’erano gli smartphone, non c’era Instagram, i Tag. Ecco, se ci fossero stati i tag, questo racconto sarebbe andato sotto “formazione, adolescenza, crescita, emarginazione,” Ma i Tag non c’erano. Io dico solo che è una storia pericolosa, da leggere, da assaporare come una fiaba; come Cappuccetto Rosso, come Pinocchio… Ma mi sto allargando troppo!
In fondo questo libro vuole soltanto raccontare una storia, accaduta forse alcuni anni fa: in un anno, che non aveva niente di speciale, se non che giù, nella Piana, nevicava ancora in inverno e in autunno pioveva tanto. Non sono passati tantissimi anni da allora: io già c’ero.

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“Ninnananna Talamimamma”, le poesie per bambini (ma non solo) di Anna Maria Farabbi
Per la riedizione di talamimamma, Anna Maria Farabbi ha concepito un’opera nuova che riparte dalle origini orali del canto, fondate nella ninannananna, per affacciarsi non solo a bambini, bambine ma anche a ragazzi, ragazze e insegnanti. La poesia si propone in una liricità che a tratti lambisce il respiro narrativo e, tematicamente, tocca le corde dell’attualità, dei valori della nonviolenza, nominando imprescindibili maestri e maestri di riferimento. Oltre la poesia, l’opera, spinge una didattica di ricerca che utilizza attivamente la rete, in una vera e propria caccia al tesoro, inoltre si compone di un abbecedario. Ninnananna talamimamma è disponibile interamente per essere ascoltata in QR code, proprio per significare ai giovani lettori il lavoro nel ritmo e nel colore della voce. La poeta apre la sua poetica artistica e culturale con una intensa lettera finale. Il volto della copertina, scelto non casualmente da Farabbi, è stato creato da una bambina del campo di concentramento di Terezin.
La poesia è povera e ha la potenza dei poveri
quando cantano
non si crede abbastanza alla potenza della poesia. Solo pochi poeti e poete lavorano interiormente in una poiesis disposta alla nuovissima generazione. Ci sono autori e autrici che, con la loro lirica, si affiancano mirabilmente agli artisti dell’illustrazione: creano opere magnifiche, abbaglianti, magnetiche. La lavorazione editoriale del libro, poi, permette, di catturare l’attenzione dell’infanzia e dell’adolescenza.
Il mio pensiero mi detta un’altra direzione: recuperare l’oralità del canto, spogliarlo dall’immagine seduttiva, crederlo al punto da portarlo in raggi tematici di attualità, di confronto, di riflessione, suscitando ricerche di approfondimento, esperienze di studio interdisciplinare e di condivisione. Crederlo da indurre la concentrazione nel ritmo, nei significati rovesciati della visione del mondo attraverso la sola tessitura della parola, proposta nell’alternanza tra musicalità armonica lirica e rottura di una prevedibilità versificatoria. Propongo un’energia poetica suggestiva che movimenti il pensiero, rovesciando tradizionali forme e significati consueti e quietanti. Lavoro la connessione tra la brevità essenziale, fulminante, del verso con un respiro lirico che lambisce la dimensione narrativa.
La citazione dei nomi e cognomi è una prassi esistenziale, sociale, culturale, spirituale, politica, artistica, di riconoscimento e ringraziamento a maestre e maestri orientanti. Costituisce quella formazione permanente per ciascuno di noi, utile, fondamentale, per acquisire bussola, mappa, lanterna, memoria.
La lettera finale che propongo, a me indirizzata, è un ponte capitiniano. Chi legge può accendere un colloquio. Un colloquio corale, come direbbe Aldo Capitini. Il mio invito è rivolto alle bambine, ai bambini, ai ragazzi, alle ragazze, a ogni adulto che incontro attraverso questa opera. In ogni dialogo nascono crescite reciproche.
Stiamo vivendo una globale desertificazione. Piantiamo poesia così come piantiamo alberi. Hanno entrambi radici e chioma, ossigenano la nostra interiorità e il nostro pensando. Il canto è un’esperienza formativa, cognitiva, sentimentale (educa il sentimento, il sentire nella relazione, nella connessione, decentra il proprio io autonarrante e lo concentra nel ritmo della pluralità).
L’infanzia e l’adolescenza sono più vicine alle nostre origini. E l’origine è il canto.
Anna Maria Farabbi
Dedico questo libro alla befana
perché è una femmina che offre la sua età, senza nasconderla, single, femminista, libera, nomade, attraversa i confini e i pregiudizi, non si fa condizionare dalle mode. Cavalca volando una scopa e la rivoluziona, cioè si serve di uno strumento domestico, prevalentemente usato dalle donne in casa, e lo fa diventare un mezzo volante. Non più chiusa tra quattro pareti a spazzare, la befana vola tra cieli, mari e terre, senza ubbidire a chi la vorrebbe casalinga, sedentaria, ubbidiente, domestica e servile.
Ce la raccontano come una vecchia orrenda. Dal volto violentemente repellente: bocca sottile, naso lungo e aquilino, pelle avvizzita solcata da rughe. La sua figura emana mistero. Per certi aspetti, è inquietante. Tanto che non la si vorrebbe incontrare di persona. Inversamente da babbo natale, sorridente, rotondetto, con un vestito rosso a festa, la befana è il suo contrario e, tra l’altro, non toglie mai il grembiule da lavoro. Siamo di fronte a una differenza di genere.
Lei entra di notte dal camino (che è la via verticale, l’asse cosmico, che mette in coniugazione la casa con il cielo), non dalla porta principale come babbo natale. Nelle case di montagna o di campagna, uccelli e altri insetti si infilano da lì, da dove esce il fumo degli alberi bruciati. La befana come loro è selvatica e, per questo, fa un po’ paura anche agli adulti. A lei viene lasciata una cenetta frugale per il passaggio, come una riconoscenza o un abbonimento, come se si volesse evitare l’incontro diretto.
Invece, avviciniamola. Mai ripetere ciecamente il comportamento degli altri.
Il suo volto con il naso lungo, arcuato, affilato, assomiglia a quello di un’uccella, precisa, solitaria, invisibile per la sua velocità inafferrabile. Come tutti i volatili, il suo volo ha una destinazione mirata e un’origine nascosta. Un nido segreto. La befana non fugge, non scappa dagli esseri umani. Non ozia nello spazio. Progetta le sue destinazioni e atterra secondo il suo piano. Non ha tempo per avere casa propria e star dietro alle solite faccende domestiche. Sosta e si riposa nelle abitazioni delle sue amiche più care. Atterra di notte mentre la gente dorme, portando alle bambine e ai bambini, ricchi o benestanti soprattutto, dei dolcetti dal colore e dalla forma di carbone, per ricordare loro che nel mondo, in luoghi poverissimi, ci sono piccoli della loro età che lavorano nelle miniere. Anche di notte. Senza giocattoli, senza cibo, senza sonno, senza sogni, senza allegria, spesso orfani. Non è vero che la befana giudica e separa i buoni dai cattivi. Le sta a cuore ricordare ai più fortunati che esiste la povertà. E lo fa dolcemente, appunto con dolcetti messi dentro una calza. Perché la calza significa: «Mangia piccolo, quando sarai grande va’, cammina per il mondo, metti i tuoi piedi nel futuro e sii generoso con chi incontri». Alle bambine e ai bambini poveri porta doni di gioia: oltre il cibo, l’abbraccio, il sorriso, l’energia, la fiducia nel cuore. A turno, li fa salire sulla scopa per fare il giro del mondo. Solo da loro si fa vedere e per loro la befana è bellissima.
La befana in volo, con la scopa, pulisce l’aria dall’inquinamento. Gioca con gli uccelli, sorpassa gli aerei, mettendo in crisi i piloti che non la riescono a captare nel radar.
Sa volare, senza bagnarsi, tra le gocce della pioggia, tra la danza lieve delle nevi. Governa la scopa tra le correnti dei venti, scostandosi da meteore e comete, dalle stelle cadenti.
Quasi nessuno l’ha sentita parlare, tanto meno cantare. Io sì. Non solo. Io vedo il suo volto, il suo volo e il suo canto a occhi chiusi.
È lei che nella preistoria ha creato le ninnananne insegnandole alle madri mentre raccoglievano semi, frutta, radici e tuberi, intanto che i maschi della tribù andavano a caccia.
È lei che per prima gliele ha cantate, spiegando loro come usare la voce, la posizione del volto, le braccia per cullare e calmare il pianto dei piccoli.
In ogni secolo ne crea nuove, più adatte. Io le ho ascoltate.
Ne ho trascritte in questo libro appena ventiquattro, dedicate una a ogni ora del giorno. Le ho raccolte sotto il titolo ninnananna.
In coda al suo canto, ho messo il mio: un tappeto scritto e sonoro in cui esistono, come una collana, tre poesie per ogni mese.
I mesi, come sai, sono dodici. Le mie poesie sono rivolte talamimamma, che è una parola dialettale, e vuol dire alla mia mamma in dialetto perugino. Come si dice nel tuo?
Questa opera intera è dedicata alla befana, che considero la grande mamma, la mamma delle mamme: la mia maestra.
Questo è uno dei suoi insegnamenti:
se ti senti separata sei sola
e tristemente singolare
ma se ti senti insieme alle altre creature del creato
diventi gioiosamente plurale

Poesia come veicolo formativo. Utilizzando la parola poetica si affrontano tematiche forti come quella sui migranti, mettendo a confronto la vita dei più piccoli in diverse situazioni sociali ed economiche. Si parla di non violenza, compresa quella contro gli animali nella pratica della caccia e di dinamiche ancora oggi da rivedere e sulle quali riflettere nei rapporti fra il maschile e il femminile. Particolare attenzione viene data anche ai nomi, quelli di maestri e maestre fondativi di una certa etica e visione del mondo. Dei veri e propri fari, troppo spesso poco conosciuti da molti e soprattutto dai più giovani, come Etty Hillesum, Martin Luther King, Maria Lai e Aldo Capitini. Nel testo non ci sono illustrazioni. L’immagine della copertina, che avvolge l’opera con l’intensità dei suoi colori, segnata da pochissime parole nell’essenzialità del titolo, del nome e dei loghi, è ricca di significati: è il disegno di una bambina del campo di concentramento di Terezin.
www.kabaedizioni.com
www.al3vie.com
www.leggimileggi.com
www.cartavetro.com
http://www.lostrillo.it/showDocuments.php?pgCode=G20I198R44600&id_tema=10

Anna Maria Farabbi ha portato la poesia di ninnannanna talamimamma alla Scuola Primaria Dante Alighieri di Milano davanti ad un pubblico di più di 300 bambini, che durante tutto il pomeriggio, fino al suono della campanella, si sono alternati per ascoltare e partecipare in prima persona a questa esperienza unica e speciale.


La poesia in concerto di Anna Maria Farabbi ha coinvolto ed emozionati bambini, bambini e insegnanti della scuola Bottini di Piglio. Bellissima l’accoglienza di alcune bambine che hanno recitato una poesia della poeta, qui da ascoltare e speciale il gesto della scuola che ha voluto inserire sulla scalinata, dedicata ai libri, anche Talamimamma, testo di poesie per l’infanzia dell’autrice rieditato a maggio 2023 in una nuova opera dal titolo ninnananna talamimamma.
Per la riedizione di talamimamma, dedicata all’infanzia, anna maria farabbi ha concepito un’opera nuova che riparte dalle origini orali del canto, fondate nella ninannananna, per affacciarsi non solo a bambini ma anche a ragazzi e insegnanti. La poesia si propone in una liricità che a tratti lambisce il respiro narrativo e, tematicamente, tocca le corde dell’attualità, dei valori della nonviolenza, nominando imprescindibili maestri e maestri di riferimento. Oltre la poesia, l’opera, spinge una didattica di ricerca che utilizza attivamente la rete, in una vera e propria caccia al tesoro, inoltre si compone di un abbecedario. Ninnananna talamimamma è disponibile interamente per essere ascoltata in qr code, proprio per significare ai giovani lettori il lavoro nel ritmo e nel colore della voce. La poeta apre la sua poetica artistica e culturale con una intensa lettera finale. Il volto della copertina, scelto non casualmente da Farabbi, è stato creato da una bambina del campo di concentramento di Terezin.
Opera in coedizione con Pièdimosca edizioni
In questa nuova edizione, a 10 anni dalla prima, l’autrice Anna Maria Farabbi ha proposto una copertina che immortala, in uno scatto, in un preciso istante, uno dei momenti più toccanti e coinvolgenti della storia: neve segnata da piccole impronte… in fuga. Dettagli e colori raccontano e ogni scelta è un nuovo incontro con chi legge.
Anna Maria Farabbi, poeta, narratrice, saggista e traduttrice, lavora la parola scritta tessendo storie che attraversano ogni vissuto e nell’oralità, che ci riporta alle nostre origini, ne intensifica la trama. In questa riedizione la sua voce, in un audio scaricabile tramite QR code, ci accompagna nella lettura/ascolto del primo capitolo.
Nelle ultime pagine l’autrice invita ogni lettore e lettrice a scriverle una lettera o a mandarle un disegno, in una parola ed emozione condivisa, in una tessitura che va oltre le pagine e supera le distanze.
Caro Diario Azzurro
Lilli è una bambina ebrea che tesse il suo diario raccontandoci i giorni della sua infanzia in un orfanotrofio sulle Alpi. La sua intelligente esuberanza brilla in mezzo alla natura e agli altri bambini, rovesciando ogni difficoltà. La storia è ambientata durante la seconda guerra mondiale. Improvvisamente, la tragedia irrompe. Devasta l’armonia. Sfascia l’allegria e sconvolge. La bimba narra ogni passaggio dell’avventura che la porterà alla salvezza in Svizzera: la fuga nel bosco; il solitario rifugio alpino; la neve che gela come incantesimi abbaglianti i fiati delle piccole bocche, mentre copre magicamente le loro impronte; il cimitero degli angeli dentro cui si nasconderanno, sfidando la pattuglia criminale dei nazisti e il furore dei loro cani.
Le ultime pagine del diario sono state scritte proprio in questi nostri giorni, quando Lilli, ormai vecchissima, svela la fine della storia a un ragazzino che le è caro, come lasciandogli un’eredità ricchissima.
Ma il mistero continua. Oltre la scrittura, c’è ancora molto da scoprire… forse proprio dentro il corpo di un angelo.
EXTRA: Nella nuova edizione è possibile ascoltare il primo capitolo letto dall’autrice ed è stata aggiunta una pagina per scrivere una lettera alla stessa.
La notte fosforescente, attraverso la voce di Anna Maria Farabbi, Roberto Biselli e la musica del maestro Angelo Benedetti, aprirà le sue pagine a un pubblico di grandi e piccini, per trasformare ogni parola in una sonorità speciale. Appuntamento al Teatro di Sacco, Sala Cutu, Perugia, domenica 26 marzo alle ore 18.
Kaba edizioni sta lentamente riprendendo tutti i suoi titoli per portarli nel mondo del digitale, perché i libri non hanno una scadenza. I testi, nel formato ebook (epub), saranno disponibile per i primi 90 giorni solo nel kindle di Amazon e successivamente anche sul nostro sito. Nel 2021, insieme alle nuove uscite e ai nuovi progetti, gli ebook classici si arricchiranno di contenuti multimediali, dalla voce alla musica.
Sono già disponibili nel formato ebook i seguenti libri:
Caro diario azzurro di Anna Maria Farabbi
Interior device di Raffaella Polverini
Stefano e il mistero della chiave solare di Giovanni Signoriello
Fiori di parole di Gabriella Bordoli NUOVA USCITA SOLO IN FORMATO EBOOK
PICAI CANADA
Conversazione sulla poesia con Anna Maria Farabbi
Venerdì 8 Maggio dalle 17:00 alle 20:00
Casa d’Italia PICAI – Sala vetrata (seminterrato)
505 Rue Jean Talon est · Montreal
“Che cos’è la poesia”
Un incontro dedicato alla scoperta della poesia in tutte le sue forme: dalle origini, da San Francesco a Dante e Petrarca, fino ad oggi.
La potenza della poesia e il suo valore umano e culturale.
La poesia come respiro, parola e atto creativo.
Un viaggio per conoscere la poesia in aspetti non abitualmente pensati e vissuti.
Incontro rivolto a studenti giovani e adulti di livello intermedio e avanzato e insegnanti di italiano LS/L2
Per informazioni e prenotazioni
laura_pirastru@hotmail.com
www.picai.org
Kaba edizioni – Al3vie parteciperà a Librissimi, Toronto Italian book Festival (1-3 Maggio), affiancando la poeta Anna Maria Farabbi negli incontri del 2 maggio, Salotto della poesia, ore 19.30 al Columbus Center, e del 3 “Giocando con l’eco: di bocca in bocca da un dialetto all’altro” alle ore 14.
Programma completo