il doppio viaggio di una ragazzina
dentro la sua interiorità e dentro l’interiorità dell’umanità.
L’improvvisa malattia, che la obbliga all’isolamento,
diventa occasione di scrittura e consapevolezza:
la conduce dal dolore e dalla solitudine alla gioia,
attraversando il mistero dell’origine.
La mia preistoria racconta il doppio viaggio di una ragazza: da un lato il viaggio reale nei luoghi dell’arte rupestre e delle origini dell’umanità, dall’altro il viaggio interiore dentro la malattia, l’isolamento e la scoperta di sé.
Costretta in una camera d’ospedale del reparto di ematologia, la protagonista trasforma la fragilità del corpo in occasione di scrittura, memoria, consapevolezza e rinascita, affrontando la malattia con le parole, con l’ascolto, con la memoria, con la capacità di abitare il dolore senza esserne annientata. La scrittura diventa il suo atto politico e poetico: un modo per restare viva, per governare la paura, per costruire senso dentro l’isolamento.
Attraverso il viaggio in Argentina, Francia, Cina e altri luoghi legati alla preistoria, il romanzo invita a guardare l’umanità nella sua origine comune. Le mani impresse sulle pareti delle grotte, le maschere, i segni, le stelle e il fuoco diventano immagini di una memoria condivisa che precede confini, guerre, discriminazioni e poteri in una visione inclusiva e universale: siamo parte della stessa storia, dello stesso corpo antico dell’umanità.
La preistoria non è solo il tempo remoto dell’umanità, ma anche il luogo profondo da cui ciascuno può ripartire per comprendere se stesso e orientarsi verso il futuro.
Attraverso le relazioni: l’amore delle due madri, il legame con Helena, la cura della dottoressa, l’attenzione verso chi è fragile, affronta la malattia non chiudendosi in se stessa, ma riconoscendo il valore della libertà interiore, della solidarietà e della responsabilità verso il mondo.
Parole e immagini sono uno strumento di trasformazione. La protagonista racconta la fragilità senza vittimismo, la paura senza resa, la memoria senza nostalgia. Con una lingua poetica e visionaria, l’autrice Anna Maria Farabbi costruisce una narrazione capace di parlare ai giovani lettori e alle giovani lettrici di giustizia, cura, inclusione e consapevolezza. La rivoluzione proposta dal libro è silenziosa ma radicale: imparare a vedere nell’altro, nel passato, nel corpo ferito e nella natura una possibilità di pace.
EXTRA: La mia preistoria si può ascoltare, letta dalla stessa autrice, attraverso un audio scaricabile dal QR code presente nel testo, insieme alle schede di approfondimento di tutti i luoghi visitati dalla protagonista della storia.
Titolo: La mia preistoria
Editore: Kaba Edizioni in coedizione con pièdimosca edizioni
Autore: Anna Maria Farabbi
Collana: Cometa
Data di pubblicazione: Giugno 2026
ISBN: 978-88-96411-85-8
Rilegatura: brossura
Pagine: 144
Formato: 16×22
Prezzo: € 12,00
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La mia preistoria – Kaba Edizioni
Biografia autrice
Anna Maria Farabbi è poeta, narratrice, saggista e traduttrice. Anche in quest’opera, La mia preistoria, così come ne La notte fosforescente e Ninnananna talamimamma, si intrecciano, nello stesso intenso filo di scrittura, narrazione e poesia, in una qualità che coinvolge trasversalmente adolescenti e adulti.
In un suggestivo viaggio intercontinentale e, allo stesso tempo interiore, si attraversano geografie e tempi raggiungendo l’origine dell’umanità e della propria umanità.
Femminista e capitiniana, Anna Maria Farabbi si distingue per il suo impegno civile, illuminando la scrittura di prospettive riflessive. Il suo lavoro approfondisce lingua, dialetto, espressività della voce, gli infiniti significati biologici del silenzio, la parola come creta relazionale e fonte del canto.

