Il circolo degli dei sognanti
Giona - la guerriera

fioretto e scarpe sporche di fangoLa protagonista di questa storia è una ragazza. Ha i capelli castani e lisci come se le avessero rovesciato l’olio sulla testa. Indossa una divisa con un’ampia gonna. Calza delle scarpacce che sono tutte sporche di fango anche quando non piove da mesi. Si chiama Giona…

Devo essere sincero: Giona non è solo la protagonista del libro ma è anche la responsabile dell’intera vicenda, dei terribili orrori e degli incubi mozzafiato che popolano il collegio. È lei che per prima va in cerca degli altri componenti del Circolo, è lei che scrive il “Manifesto degli Dei Sognanti”, ed è sempre lei che con la sua parlantina sciolta e l’immaginazione fervida trasforma ogni colpo di vento in una tempesta ululante. Armata di un invisibile (ma alquanto appuntito) fioretto, protetta dal mantello del nonno (che solo lei vede) conduce gli amici in una ridda di avventure incredibili, mentre l’intero collegio sembra spiarla, una Bestia malvagia la cerca vorace e le leggende che narra diventano ora dopo ora più angoscianti, quasi fossero dotate di vita propria. Seguite anche voi le tracce di Giona! I luoghi terribili in cui saprà portarvi non li dimenticherete mai…

Icaro - il coraggioso

aliSull’uscio i suoi occhi incrociarono quelli di un ragazzetto dallo sguardo vivace. “Sei tu quello nuovo vero? Hai conosciuto Fitch? E Sullivan? Oh, e ti hanno già picchiato? Bene! Benvenuto a Villa Gentili!”

In effetti mi devo scusare se non ho mai descritto Icaro, mai direttamente per lo meno. Dico che corre come una faina, che è dinoccolato, che ha il naso rosso, ma taccio colpevole sul colore dei capelli, gli occhi, la corporatura e persino sul suo vero nome. Non avrete pensato che si chiamasse davvero Icaro, no? Ma Icaro è come una molla scagliata giù dalle scale del collegio, e, se la metafora non vi aiuta, sappiate che si tratta di un ragazzo coraggioso, incontenibile, pieno di vita, confuso, confusionario, confuso… ehm, in effetti basterebbe solo questo aggettivo per descriverlo nel modo più convincente. Icaro ha la testa come un caleidoscopio, piena di polvere, pezzetti di vetro e stelle di latta, ma è un amico di quelli veri e se Colosso non gli porterà via una mano o se le ombre del secondo piano non lo cattureranno, diventerà un personaggio gradevole con cui passare qualche mezz’ora. Non più di mezz’ora, ovviamente, se non volete incominciare a malmenarlo...

Valente - il bruto

firoetto e scarpe sporche di fangoFu allora che la porta si spalancò all’improvviso. Qualcuno le aveva dato un calcio ed era entrato prepotente nella camera. “Dov’è quello nuovo?”, disse un ragazzaccio così alto e robusto che sembrava riempire la stanza.

Valente è un disgraziato, un bullo, un bravaccio di quelli da evitare accuratamente, se non si vuole finire distesi per terra, con il naso coperto di sangue. Alto e muscoloso, nuotatore esperto, questo teppista infesta con la sua banda le stanze del collegio. Non gli basta rubacchiare, farsi beffe dei più deboli, pavoneggiarsi nel cortile e combinare i peggiori soprusi, no, Valente vuole vederci chiaro. Vuole capire cosa diavolo sta combinando il gruppo di Giona, cosa provoca le urla in soffitta e soprattutto vuole scoprire se la Bestia che ha visto è solo un suo incubo o la realtà. Fra tutti questi misteri imparerà cosa vuol dire avere paura per davvero e scoprirà sulla sua pelle quanto sia difficile fare la scelta giusta.

Marco - il sensitivo

ouijaMagro, spigoloso, sembrava che avesse appena assaggiato qualcosa di amaro. Il vestito grigio un po’ logoro lo faceva ancora più insignificante. Il lavoro di sua madre era la ragione di tutti i suoi guai: lei faceva la medium…

Marco è timido, insicuro e decisamente troppo sensibile; ha problemi con la vescica e i materassi. È un mediocre al cubo e non eccelle in nulla se non nel combinare pasticci. Sua madre fa la medium, e questo non lo aiuta affatto. Purtroppo devo ammettere che Marco è un esperto delle cose poco piacevoli che si nascondono nel buio. Oh, come avrei voluto infondere un po’ di coraggio a questo povero ragazzo! E invece mi tocca descrivervelo perennemente ansioso, le gambe pronte alla fuga, le spalle curve e l’espressione disperata. Povero Marco, i misteri si infittiscono e lui, per quanto si tappi le orecchie, sembra l’unico in grado di sentire i gemiti, i pianti e le urla della Villa.

Melissa - l'esploratrice

binocolo e ormeQuell’odore poi, e quella sporcizia! Melissa odiava le cucine, forse perché con quel suo muso da topo sembrava proprio adatta a farci servizio.

Piccola, mora, poco attraente e scorbutica, questa ragazza non spicca certo per simpatia. Però ha le orecchie fini, la lingua lunga, la capacità di orientarsi nel bosco più intricato, e l’innegabile merito di essere riuscita a condividere la stanza con Giona. Con Giona e con le sue ziggurat sbilenche di vestiti sporchi e coperti di fango. Melissa è campionessa di lamentele e borbottii, sa mimetizzarsi in cucina come un cassetto (posate e tutto il resto), ha preso a bazzicare con un certo talento l’officina meccanica della villa e nelle battaglie a palle di fango ha abbattuto più di un bullo. Melissa, per quanto fastidiosa, sarà molto utile ai membri del Circolo: quantomeno per la sua abilità di riportarli, più o meno tutti interi, a casa.